L’ex Mensa

La conoscenza degli assetti territoriali e delle esigenze dei giovani sandonatesi maturata attraverso le collaborazioni delle agenzie proponenti e dallo studio dei materiali pubblici, evidenzia alcuni particolari punti di attenzione: da un lato un’amministrazione che, sia come visione politica che come struttura tecnica e strumenti, da tempo ha inserito tra i suoi capisaldi il tema della partecipazione dei cittadini alla gestione e allo sviluppo della comunità (vedasi ad esempio la presenza di un’Area Sviluppo di Comunità nella matrice comunale, o l’adozione dei bilanci partecipati e dei Patti di Collaborazione); dall’altro un movimento dal basso di attivazione della cittadinanza, visibile non solo nell’adesione ai dispositivi più istituzionali di partecipazione promossi dall’Amministrazione, ma anche nella nascita di associazioni giovanili, (SandoCalling e SandoLab) che esprimono un alto livello di competenza organizzativa e potenzialmente gestionale in ambito culturale o dalla presenza di gruppi giovanili in realtà associative storiche (es. Croce Rossa Italiana, Legambiente, WWF) che, in altri territori, sono invece in sofferenza rispetto alla presenza di nuove risorse. Significativo per offrire una lettura delle esigenze della comunità, a cui la popolazione giovanile sta prestando voce, il progetto Opendivercity, che, nella mission dichiarata di “rendere più accessibili i dati pubblici e evidenziare i cambiamenti necessari per rendere la città più a misura di tutt*” attesta non solo un’esigenza di poter fruire del proprio territorio ma anche di poter agire una trasformazione dello stesso per aumentarne la valenza di snodo di interazione e crescita della comunità stessa. Contemporaneamente il progetto costituisce un’assunzione di responsabilità netta rispetto all’esercizio di una sussidiarietà circolare tra istituzioni, servizi e cittadini. Anche i Servizi stanno vivendo un’evoluzione, rintracciabile (per citarne solo alcuni visibili alle scriventi) nel lavoro di tessitura della collaborazione con le scuole e con le imprese per l’orientamento dei giovani, o nel percorso di sviluppo di un assetto di squadra verso obiettivi comuni realizzato con tutte le agenzie che si occupano di minori, famiglie e giovani, tra novembre 2018 e marzo 2019. In particolare questi ultimi percorsi evidenziano come punto critico, su cui si incontrano le maggiori difficoltà a generare quel processo di cittadinanza attiva e responsabile tracciato dall’amministrazione, proprio la cultura da stakeholder (inteso come portatore di interessi personali e peculiari della propria categoria/organizzazione) piuttosto che da Communityholder ovvero da promotore di contributi verso obiettivi comuni. La logica da Stakeholder, che pervade i territori e i contesti in questa fase storica, rischia di limitare l’insediamento di paradigmi orientati alla sostenibilità sociale e ambientale, in quanto spesso vincola la partecipazione e l’assunzione di responsabilità all’assolvimento del proprio interesse più che al perseguimento di obiettivi comuni e condivisi. La criticità potrebbe ulteriormente evidenziarsi in questa contingenza particolare di rigenerazione dell’Ex Mensa, dove l’entità ed il valore del Bene (circa 1000 mq articolati in più spazi), la sua collocazione (in un Omnnicomprensivo di 3000 studenti, nel “cuore” di San Donato, dotato di impianti sportivi gestiti da associazioni del territorio), le sue potenzialità (la vicinanza alla sede di importanti aziende) ma anche i suoi oggettivi limiti (come l’investimento necessario non solo per la riqualificazione degli spazi ma anche, verosimilmente, per la loro gestione futura) sollecitano fortemente un posizionamento da stakeholder, riassumibile per brevità nella posizione di chi, ad esempio, dichiara la necessità di “avere un bar all’interno della scuola” ma estendibile a qualunque posizione orientata a vedere in quello spazio la risposta ad un proprio bisogno o vantaggio che, seppur comprensibile, non considera le implicazioni sociali ed economiche per l’intera comunità in un’ottica di corresponsabilità e sostenibilità. Un’altra rilevante sfida che questo spazio lancia alla sostenibilità futura è connessa alle competenze che servono per trasformare visioni potenzialmente interessanti in fondate progettualità in grado di alimentarsi nel tempo e, contemporaneamente, di rimanere aderenti al mandato istituzionale di luogo destinato alle politiche per il protagonismo giovanile. E’ in ragione di tutto questo che vediamo l’esigenza di utilizzare questo percorso come un’occasione di Communityholder engagement ovvero di costruzione di una forte adesione (engagement), da parte di più attori significativi (studenti, docenti e dirigenti dell’omnicomprensivo, le associazioni giovanili, le associazioni sportive, le aziende del territorio) ad un processo di progettazione responsabile e competente di uno snodo di coesione della comunità. Obiettivo della proposta è pertanto di promuovere un assetto territoriale di collaborazione tra gli attori di cui sopra e con le due Amministrazioni pubbliche, in grado di co-progettare proposte di riqualificazione dell’Ex Mensa sostenibili ed aderenti alle esigenze di esercizio di cittadinanza responsabile e competente dei giovani e di coesione della comunità tutta.